Anna Moruzzi: Quando il vintage incontra il mondo social | Intervista a Donne Straordinarie

Ciao donne e bentornate nella rubrica Donne Straordinarie!

Oggi vi presento Anna Moruzzi del Social Vintage Mystery Tour di Cremona.

Anna è riuscita a trasformare una passione, un hobby in un’attività che le occupa l’intero weekend e le ore disponibili dopo il lavoro.

Quale la sua passione?  Il vintage!

Anna riesce a ridare valore, ridare una vita a tutti quegli oggetti che altrimenti sarebbero destinati alle nostre discariche o ad essere dimenticati per sempre.

Perché la considero una donna straordinaria?

Beh, vi lascio l’intervista e lo capirete da sole!

 

Ciao Anna! Potresti spiegare alle nostre lettrici che cosa fai, di cosa ti occupi e come sei arrivata a fare ciò che fai? Insomma, presentati come meglio credi!

Io nasco come maestra dell’asilo. È un lavoro che mi stra piace e che non mi è mai pensato fare. E’ bello stare con i bambini ed avere a che fare con le famiglie.

Come nasce invece la mia passione per il vintage?

Beh, è sempre stata un po’ una passione di famiglia, tramandatami dai miei genitori.

Il tutto poi ha avuto il suo culmine quando, un giorno, è venuta a mancare la mia cara nonna e la sua casa doveva essere svuotata.

Tutti quegli oggetti, le cose che la nonna teneva in casa (come tutte le nonne del resto) non avevano nessun valore, se non quello affettivo: cestini di vimini, ditali con ago e filo, oggetti in rame, …

Gli eredi non sono interessati e mi dicono di buttare tutto. La mia risposta? “Ma cavoli! E’ un peccato, non si può buttare via tutto!”

E mentre penso ad una soluzione (perché non potevo di certo portare tutto a casa mia), un giorno vado in campagna e vedo questo capannone abbandonato della famiglia di mio marito (avevano un’azienda agricola) e guardandolo gli domando: “Ma cos’è questo posto?”

E mio marito mi dice: “E’ nostro ma è abbandonato, non lo usano più… il classico capannone agricolo che è in disuso dopo la fine dell’attività di famiglia..”

Non lo lascio nemmeno finire la frase che gli dico: “No dai, allora è mio!”

E così è stato. Ed è lì che sarebbe nato il Social Vintage Mystery Tour che conosci oggi.

 

Non ci credo! Fantastico!

Tu avevi bisogno di un posto …e guarda caso tuo marito ha un capannone ereditato dalla sua famiglia!

Quando si dice “un segnale dal cielo”!

Esatto! Ci ho messo quasi un anno a svuotarlo.

Ho fatto portare via roba, l’ho pulito e da lì ho iniziato a portare in questo capannone tutto quello che avevo in giro, quindi le cose della nonna, ma non solo!

Infatti, da buona rigattiera, avevo già dei garage in giro con dentro di tutto e di più… ho portato lì tutto quello che avevo e  mi sono detta:

“E adesso cosa faccio con tutte queste cose?”

Ed ho iniziato a pensare: “Potrei portare delle persone, invitarle a venire qui, ma lasciando un elemento mystery…”

Ed lì che è uscita la maestra che c’è in me!

Oh sì! Perché noi a scuola, per coinvolgere i bambini quando narriamo una storia o creiamo delle attività, siamo proprio maestre nel creare la suspense, l’aspettativa e mettiamo un po’ di quella tensione bella, un po’ di magia…

… magia che ho voluto trasportare anche in questa esperienza che è appunto il Social Vintage Mystery Tour.

E’qui che ti volevo, Anna! Racconta che cosa hai escogitato!

Non volevo che la gente venisse, trovasse gli oggetti e li acquistasse come in qualsiasi negozio di antiquariato.

Volevo regalare un’emozione, creare un gioco, che potesse dare un senso di magico a quello che avevo creato con passione!

Ecco quindi anche l’origine del nome:

Social perché, a chi vuole venire, do appuntamento sui social, soprattutto Instagram e Facebook

Vintage, beh, lo dice la parola stessa

Mystery perché non dico a nessuno dov’è il mio capannone

Tour di conseguenza al fatto che non ti dico dov’è… dobbiamo fare un piccolo tour, appunto, nella campagna cremonese per trovarlo.

 

Ecco come funziona:

do appuntamento sui social in un posto conosciuto a Cremona, ci si trova tutti ad una determinata ora (solitamente i tour si pianificano nel weekend dato che non lavoro), io arrivo con la mia macchina e dico a tutti i partecipanti di seguirmi.

Una volta arrivati al Social Vintage Mystery Tour c’è la vestizione con i grembiuli, la parte più divertente!

Proprio come a scuola, faccio indossare dei grembiuli ai partecipanti in modo che non si prenda polvere e poi possono iniziare a guardarsi in torno per cercare… qualcosa.

Nessuno sa cosa stia realmente cercando perché c’è un po’ di tutto, da mobilio a tazzine da caffè, da quadri a bottoni e servizi per cucire.

Insomma, se non sai cosa stai cercando, stai pur certa che qualcosa attirerà la tua attenzione e non potrai lasciarlo lì ad osservarti.. verrà a casa con te.

E sai cos’è il bello?

Mi contattano da tutta Italia per replicare quello che sto facendo a Cremona!

Questo perché con Instagram non ti limiti più solo al tuo territorio, ma sei sul web, ti vedono persone anche da altre parti d’Italia o del mondo!

 

A proposito di questo aspetto, come sei arrivata su Instagram?

A quanto vedo si tratta del tuo Social principale. Come l’hai scoperto?

Come ti sei avvicinata a questo social e come riesci a fare delle foto così straordinarie?

La parte social nasce un po’ così, per caso… Incomincio ad usare Instagram per curiosità, per capire cosa fosse e per me è stata la scoperta dell’immagine, dato che non devo mai preso in mano nemmeno una macchina fotografica.

L’ho scaricato e dopo poco l’ho chiuso perché non capivo come funzionasse.. pensa te!

Tempo dopo l’ho riaperto e lì è stato amore a prima vista.

Non mi sono messa subito ad usarlo come si vede oggi, l’ho integrato un po’ alla volta, per evitare di arrivare al punto di dire “Oddio, adesso non so gestire tutto questo!”

Ho preso sempre tutto con calma, mi sono presa i miei tempi e ho iniziato a pubblicare, in modo costante ma senza farlo per forza per dover arrivare subito a essere chissà chi.

Ho provato per vedere se poteva andare… e la mia tecnica ha funzionato a quanto pare!

Da quando poi le cose hanno iniziato a funzionare, sono andata a mettere il marchio in Camera di Commercio perché volevo darmi un tono.

E bada bene che non ho partita iva perché con il vintage è un casino: vendo cose che non hanno garanzia e, soprattutto, avrei dovuto aprire un negozio, cosa che non era per me.

Il mio Social Vintage Mystery Tour non deve essere visto come un negozio (cosa che infatti non è per niente!) ma deve essere vissuto come un’esperienza.

Quindi da lì nasce tutto: comincia a venire gente, il progetto piace molto perché non si tratta della mera vendita di un tavolo (ovvio, c’è anche quello perché io devo recuperare le spese di tutte le mie attività) ma di un gioco, di un’esperienza unica, diversa dal solito.

Hai avuto davvero un colpo di genio creando questa cosa!

Cosa dice la tua tua famiglia? E le tue colleghe al lavoro? 

Eh questa è bella! Quando esco da scuola, saluto le mie colleghe e dico: “Ciao, vado a lavorare!” e loro mi guardano male e pensano che sia pazza!

La mia famiglia invece è molto aperta e sono contenti se mi vedono felice.

Ora ti racconto questo.

In casa mia, oltre ai miei figli naturali, vivono anche degli studenti, e anche loro mi dicono: “Nel weekend la gente normale si riposa, mentre tu inizi a lavorare!”

E sai cosa?

Mi piace un sacco, ho la testa per poter gestire questa attività e, soprattutto, ho una condizione di vita che me lo permette.

Ci devono essere tutti gli elementi per permettermi di farlo.

Se avessi figli con problemi, un marito che non capisce o che mi ostacola e un lavoro che mi tiene occupata ogni giorno fino alle 7 di sera, non potrei mai farlo.

 

Ecco quindi la mia domanda: ma come fai a fare tutto?

Come fai a conciliare il tuo vero lavoro di maestra, questo tuo hobby, che comunque ti prende molto tempo, la tua famiglia,  la casa… come fai a fare tutto?

Ovvio che a casa dobbiamo tutti arrivare a dei compromessi, perché la gestione della famiglia è impegnativa: sono 6 ragazzi, 3 figli miei, un ragazzo in affido e 2 studenti di cui uno straniero, che per fortuna sono tutti grandi, dai 16 ai 22 anni… ma capisci bene che a casa mia c’è sempre gente!

Il mio atteggiamento nei confronti della casa è… che ho deciso di non far più niente!

Quando vedo delle mamme che sono succubi, che si negano per i figli o per la casa… giuro che non le capisco.

Io invece non rinuncio a niente, ho una donna che mi pulisce casa. Se dovessi stare a casa a fare i mestieri, come potrei fare tutto il resto, incluso il tempo che trascorro con i ragazzi?

Quindi io mi deresponsabilizzo del tutto: non mi calo ruolo della “mammina” che ha tutto sotto controllo, che fa la spesa o che prepara la cenetta super prelibata… non faccio niente di tutto questo MA mi godo la famiglia, i miei figli e loro sono contentissimi!

 

Come funziona invece l’attività conseguente al Social Vintage Mystery Tour, ovvero quella delle case. Spiegaci un po’ che cos’altro ti sei inventata!

Allora, dato che sono sempre alla ricerca di oggetti nuovi per il mio capannone, aiuto le persone che hanno bisogno di liberare una casa o di fare spazio, sia per trasloco sia perché un parente ha lasciato una casa piena di oggetti.

Ad esempio, mi segnalano che c’è una casa e io vado a cercare di capire cosa posso fare per aiutare.

Solitamente do un aiuto molto operativo, perché se uno ha una casa da svuotare bisogna andare anche molto veloci.

Ci organizziamo, una stanza alla volta, un passo alla volta, decidiamo che cosa si vuole tenere, che cosa si vuole regalare, che cosa si vuole dare ai meno fortunati, ecc.

Poi alla fine di tutto questo lavoro, in genere, restano cose che non sono spendibili neanche come regalo.

Ecco, se tra quelle, qualcosa mi piace o mi colpisce, io la recupero e la porto al Social.

Ho scoperto poi che da lì è partito anche un altro progetto, sempre collegato alle case che tu vai a svuotare…

Vero, e secondo me è stato il progetto più “originale” del marchio a cui ho dato vita.

Mi è venuta l’idea mentre ero in una casa da svuotare (che era un vero casino!), mentre stavo pensando a come svuotarla nel modo più rapido possibile.

E mi dico: “Invece di portare tutto al Social, si potrebbero prezzare tutte le cose che ci sono qui dentro e poi invitare direttamente le persone in questa casa a dare un’occhiata!”

Creo quindi questo format che funziona più o meno così:

una casa viene aperta al pubblico con un evento di uno o due giorni dove tutto ciò che si trova al suo interno è acquistabile a poco… un po’ come un mercatino dell’usato ma all’interno di una casa.

E’ un’iniziativa che piace molto, perché si può entrare e vedere con i proprio occhi, si può girare per la casa e vedere gli oggetti nel loro contesto originario.

Una volta, per esempio, abbiamo organizzato una colazione (Breakfast Vintage Party), una volta un aperitivo, così che le persone che vengono si trovino ancora più “a casa”.

In più è un modo per far vedere un immobile che è in vendita a possibili acquirenti.

Sto infatti valutando l’idea di collaborare con delle agenzie, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo… dopotutto non potrei fare tutto da sola. Ovviamente sarebbe un modo diverso e alternativo di far vedere una casa in vendita.

Insomma, in un modo o nell’altro io mi infilo sempre lì, in quel passaggio tra il “devo liberarmi di queste cose” e la discarica.

Io faccio da “cuscinetto”, o con un evento di questo tipo, oppure portando quello che è salvabile al Social.

In un modo o nell’altro, credo sempre che bisogna dare una seconda opportunità agli oggetti, proprio come si fa con le persone.

 

Beh, dopo questo pensiero profondo, non posso che farti questa domanda.

Hai parlato delle case delle altre persone e del tuo Social Vintage Mystery Tour ma… A casa tua che rapporto hai con gli oggetti?

Nel senso, ne porti tanti a casa quando trovi qualcosa che ti piace in giro? Oppure porti tutto al Tour e casa tua la tieni “separata” da questa tua passione?

Che dire? Amo gli oggetti che mi passano tra le mani, ma sono come i figli.: non posso trattenerli con me, quindi li lascio al mondo per nuove avventure.

 

Va tanto di moda ora il concetto di minimalismo, il decluttering e tutta questa serie di pratiche che arrivano da una tradizione orientale.

Mi interessa sapere cosa ne pensi tu. Mi sembrano filosofie molto lontane da quello che fai con questa tua attività.

Verissimo, girando molte case, vedo il minimalismo ma spesso sono “poco calde”, non personalizzate, vissute quasi con freddezza.

Amo invece le case dove vedi la personalità di chi le abita, i dettagli vissuti con la pancia, fotografie,quadri ed oggetti che raccontano una vita.

E’ una continua ricerca di equilibrio per arrivare all’armonia.

In casa mia l’armonia c’è ma… è un po’ caotica come tutto il resto!

Uno scatto della sua cucina …solo per noi di DdiDonna

 

Che dire per concludere?

Sicuramente non mancherò di venire a trovarti al Social Vintage Mystery Tour in compagnia di mamma e nonna che sono già state conquistate durante la prima loro avventura!

Ringrazio ancora Anna per questo scambio di idee, per questo momento di condivisione e per avermi fatto entrare in questo suo mondo che sa di ricordi, di vita vissuta e amore per il luogo in cui si vive.

 

Niki

 

Ricordo della nostra intervista e delle mie aiutanti

 

 

Link dove trovare Anna:

https://socialvintagemysterytour.com/

https://www.facebook.com/socialvintagemysterytour/

https://www.instagram.com/socialvintagemysterytour/

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