Monica e Simonetta: Insegnanti 2.0 – Intervista a Donne Straordinarie & Inclusione non solo il 2 aprile

Ciao a tutte e benvenute in questo nuova rubrica del giovedì in cui intervistiamo solo e soltanto Donne Straordinarie.

Oggi facciamo qualche domanda a Monica Boccoli e a Simonetta Anelli, docenti “super tech” di scuola primaria della provincia di Cremona, che io conosco personalmente e che ammiro moltissimo per il loro lavoro.

Ma ora chiediamo a loro di spiegarci di cosa si occupano in particolare…

Ciao Monica, ciao Simonetta, grazie per aver accettato di parlare di ciò che fate all’interno del nostro blog.

Prima di tutto, vorrei chiedervi di presentarvi alle nostre lettrici. Sentitevi libere di spiegare che cosa fate, da quanto lo fate e come avete iniziato.

Monica:

Io e Simonetta siamo due docenti della scuola primaria “Trento Trieste”, Istituto Comprensivo Cremona Uno. Abbiamo un’esperienza trentennale nel mondo della didattica e siamo appassionate di tecnologia.

Sei anni fa mi trasferii alla scuola di Simonetta. Il Dirigente Piergiorgio Poli, dopo aver visionato il mio curriculum vitae (avevo già pubblicato con note case editrici e utilizzavo la didattica immersiva nei mondi virtuali) mi propose di lavorare con Simonetta, titolare dell’unica cl@sse 2.0 di tutta la provincia di Cremona.

Non la conoscevo, o meglio, la conoscevo solo virtualmente sui social. Dovevo però cambiare area, passare a matematica dopo 20 di insegnamento della lingua italiana e diverse pubblicazioni al riguardo.

Ho accettato la sfida ed è stata la scelta più felice che avessi mai potuto fare in campo professionale.

Potete immaginare cosa può succedere quando una maestra dei mondi virtuali si unisce ad una maestra 2.0.

Intesa e collaborazione massime tra due docenti che avevano la stessa idea di scuola: mondi virtuali, robotica, realtà aumentata, tutto a disposizione della nostra didattica.

 

Deve essere fantastico restare al passo con i tempi… Ma anche andare oltre!

Cosa pensano i genitori e gli altri colleghi del vostro approccio innovativo all’insegnamento? Ed i bambini invece?

Simonetta:

Abbiamo girato la domanda ad un genitore dei nostri alunni, il quale ha risposto:

“L’offerta formativa del nostro istituto si è sempre contraddistinta per l’attenzione all’innovazione nella didattica, grazie all’impegno lungimirante di Dirigente scolastico e corpo docente. Grande attenzione è stata data al coding e alla robotica educativa, con l’utilizzo di vari sussidi didattici, suscitando sempre interesse ed entusiasmo tra i bambini.”

 

Una mamma ci ha detto:

“Ho deciso di iscrivere tutti e tre i miei figli nella stessa scuola perché la mia esperienza, anche se diversa per ogni figlio, è stata assolutamente positiva, lo dico a posteriori dopo aver provato la preparazione elementare con la prima figlia che oggi frequenta con profitto il liceo classico. Con lei alle elementari abbiamo seguito un percorso tradizionale molto efficace. Con gli altri due figli alla stessa ottima preparazione si è aggiunta una novita’ che all’inizio mi ha lasciata un po’ perplessa perché non avevo nessuna esperienza in merito.

La novità è stata quella di un approccio alla tecnologia, in particolare alla robotica. Sono stati affrontati argomenti molto interessanti e specifici utilizzando Minecraft (voglio ricordare il progetto per la costruzione di una centrale idroelettrica, il progetto di ricostruzione del Ponte sul Po e il progetto di costruzione di una città ideale con impianto idraulico e fognario).

Devo dire che il nostro stupore è stato grande.

Prima di tutto perché il programma delle materie di base non ha subito variazioni ma è stato sempre seguito in maniera accurata, poi perché abbiamo constatato che la tecnologia ha permesso di ampliare considerevolmente la potenzialità delle diverse materie ma soprattutto dei bambini. Ho visto come il rapporto alunno/tecnologia è sempre stato naturale e proficuo, mai imposto.

I miei due figli più piccoli, rispetto alla prima hanno una naturalezza e una competenza con gli strumenti utilizzati ( Pc, programmi, lim, linguaggio specifico) che mi lascia a bocca aperta. Anche il rapporto con le insegnanti e con i compagni ne ha beneficiato.”

Per quanto riguarda i colleghi dobbiamo dire che nella nostra scuola sono presenti professionalità di grande spessore, ognuna con le proprie peculiarità e le proprie specializzazioni. Uniamo gli sforzi per guidare i ragazzi a costruire un futuro migliore.

Io e Monica teniamo in ogni classe un pacchetto di ore di robotica educativa integrata al curricolo, alcune colleghe si occupano dei progetti di educazione fisica con interventi di esperti di basket, tennis, rugby…

Altre organizzano in modo egregio le giornate della poesia, della lettura e coinvolgenti momenti di animazione alla lettura, i colleghi di musica hanno costituito un coro e un’orchestra.

Insomma, non ci manca nulla, l’offerta formativa è molto ampia.

 

Devo ammettere che è la prima volta che mi capita di vedere tanti progetti innovativi e stimolanti per i bambini in un solo istituto…

Esistono altre insegnanti in altre parti d’Italia che hanno scelto la vostra stessa strada? Si sta diffondendo questa “scuola di pensiero all’avanguardia”?

Monica:

Io e Simonetta crediamo fortemente in questo modo di fare scuola. Teniamo corsi e convegni in tutta Italia ed abbiamo partecipato a molti webinar con altri paesi per divulgare il nostro metodo di lavoro.

La scuola Italiana sta facendo passi da gigante e si distingue spesso per la sua didattica e progettualità.

I prossimi appuntamenti?

  • Il 3 e il 4 Maggio saremo al Comics and Games di Piacenza per dei laboratori con Minecraft di Microsoft rivolti ai bambini. Ricostruiremo nel mondo virtuale la torre dell’orologio di Piazza Cavalli, abbattuta nel 1600.
  • Il 10 Maggio ci troverete a Bologna dove in 3 laboratori rivolti ai docenti presenteremo: il tool Scottie Go! per attività di coding in realtà virtuale e realtà aumentata. Minecraft, il videogame di Microsoft da usare a scuola Computer Science 1st, il programma di Google per fare attività computazionali.

Seguiranno anche due laboratori di Minecraft, sempre per docenti, al Futura di Brescia, che stiamo ancora definendo.

Ovviamente in Agosto aspetteremo i colleghi al consueto appuntamento con la Minecraft Summer School di Lucca che durerà un’intera settimana.

 

La scuola italiana resta quindi al passo con i tempi o credete sia ancora un processo lungo e spesso difficile da far comprendere a chi è sempre stato abituato all’approccio “classico”?

Simonetta:

Credo si stiano facendo grandi sforzi per evitare lo scollamento fra la scuola e il quotidiano che vivono i nostri bambini.

Non siamo sole, molti docenti italiani la pensano come noi, e si attivano per portare gli alunni ad un uso consapevole della tecnologia.

Siamo sulla buona strada, anche se il percorso è lungo e non mancano gli intoppi.

Ora che le conosciamo un po’ meglio, lasciamo che Monica e Simonetta ci raccontino la loro ultima esperienza in ambito “scuola-inclusione-autismo” del 2 aprile 2019

Come già avrete capito, siamo appassionate di tecnologia applicata alla didattica, da anni portiamo nelle classi della nostra scuola la robotica, la realtà virtuale, la realtà aumentata, il coding e molto altro per avviare gli alunni al pensiero computazionale.

Inoltre siamo da tempo “amiche” sui vari social network di Lorenzo Daidone, che finalmente abbiamo incontrato di persona.

Lorenzo è un ragazzo straordinario, un’eccellenza italiana che spazia dalla tecnologia (facoltà di ingegneria dell’Università di Genova, ora fa parte dell’Isict dell’Università), al volo (apprendista pilota nel tempo libero), alla musica (diplomato al conservatorio).

Ha fatto parte del gruppo di giovani selezionati in tutta Italia per il Silicon Valley Study Tour.

Lorenzo ha fondando /estro. la startup di tecnologie riabilitative legate ai disturbi dello spettro autistico.

Lo scorso 2 Aprile abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo nella nostra città, in occasione dell’evento #Autismo, tecnologia e disabilità intellettive, promosso dal nostro Istituto Comprensivo guidato dal dirigente Piergiorgio Poli, con il supporto di vari enti ed associazioni: CTS di Cremona, Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro, Emozioni Giocate onlus, Accendi il buio e Cascina blu.

 Qui trovate parte della diretta pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale di /estro

Vorremmo raccontarvi la parte della giornata che non era aperta al pubblico, ma dedicata esclusivamente ai ragazzi.

E’ stato davvero un grande lavoro di squadra, concretizzato la mattina del 2 Aprile nella nostra cl@sse 2.0 con un laboratorio di robotica sul tema dell’inclusione utilizzando i Lego Wedo.

Il tutto è stato coordinato dalla collega Paola Romagnoli, referente Inclusione del nostro Istituto e Referente del CTI Centro Territoriale Inclusione di Cremona un organo ministeriale provinciale che offre formazione e consulenza gratuita a docenti, operatori, famiglie.

Alle ore 7.00 eravamo già a scuola, pronte insieme a Paola per accogliere il gruppo di super esperti della startup, oltre a Daidone, erano con noi: Valeria Gestro – animatrice grafica, Sarvenaz Bastani – front-end developer, Jennifer Muñoz – animatrice.

Una volta depositati zaini e borse abbiamo illustrato loro il setting a disposizione.

La nostra è una scuola ben attrezzata: disponiamo di un Atelier Creativo dotato di Lego WeDo e Lego MoreToMath con laboratorio di tablet a doppio sistema operativo, cl@sse 2.0 e laboratorio computer.

La prima parte della mattinata si è svolta in 1^B, la nostra cl@sse, dove i banchi sono già disposti ad isole di lavoro per facilitare la collaborazione ed le attività peer to peer tra gli alunni.

La classe, formata da 26 alunni, è stata divisa in 8 gruppi. Ogni gruppo aveva a disposizione un kit di robotica Lego.

I nostri maker in erba, in soli in 30 minuti hanno montato e programmato diversi robot con la supervisione di Lorenzo Daidone e delle sue colleghe. Ogni robot si distingueva dagli altri non solo per il nome, la forma e le procedure relative alla costruzione, ma anche per una peculiarità che i bambini dovevano pensare come mettere a disposizione degli altri robot.

Il coinvolgente lavoro ha dato origine ad un digital storytelling interessante sul concetto di inclusione scolastica.

Inclusione intesa come il fare le cose assieme e dare a tutti la possibilità di partecipare alle attività di quel contesto.

Se vogliamo che la nostra sia una classe inclusiva, dobbiamo capire come valorizzare ogni singolo elemento, rispettando le differenze senza che esse sfocino in diversità.

Le attività di Lorenzo sono proseguite nella mattinata con un laboratorio per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado del nostro Istituto. Sono state realizzate dai ragazzi stessi delle app per i loro compagni di classe diversamente abili, in base alle loro stesse richieste.

Al termine del laboratorio, nell’aula magna del nostro Istituto, si sono riuniti alunni, docenti e sviluppatori per un confronto sul tema dell’inclusione a scuola, durante il quale hanno raccontato le loro esperienze personali con grande emozione.

Una giornata che sicuramente lascerà il segno, alla quale hanno partecipato bambini, ragazzi, docenti ed informatici-sviluppatori con grande sincerità e trasporto, condividendo il loro vissuto quotidiano, con le difficoltà che la vita ci riserva, ma sicuramente con grande disponibilità per poterle superare insieme.

Tutto ciò si può riassumere con un’unica parola: INCLUSIONE.

Simonetta Anelli e Monica Boccoli
Docenti di scuola primaria

E aggiungo io “Donne con D maiuscola”

Niki

2 thoughts on “Monica e Simonetta: Insegnanti 2.0 – Intervista a Donne Straordinarie & Inclusione non solo il 2 aprile

  1. Sto leggendo ” Lettera ad una professoressa” di don Milani. Un passo recita così:
    „Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.“ Era il 1967…
    Bravissime….

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