L’amore che mi resta

l'amore che mi resta letture con barbara

Nei suoi libri Michela Marzano affronta sempre tematiche molto profonde e di un certo spessore. Nel nostro blog l’abbiamo conosciuta con “Volevo essere una farfalla” nel quale affronta il tema dell’anoressia con una bravura ed una delicatezza indescrivibili.

Anche con L’AMORE CHE MI RESTA, la scrittrice da il meglio di sé, portando il lettore attraverso un percorso tanto difficile quanto obbligatorio… l’elaborazione del lutto, passando attraverso il capitolo della maternità e dell’adozione.

La sera in cui Giada si ammazza, Daria precipita in una sofferenza che nutre con devozione religiosa, perché è tutto ciò che le resta della figlia. Una sofferenza che la letteratura non deve aver paura di affrontare. Per questo siamo disposti a seguire Daria nel suo buio, dove neanche il marito e l’altro figlio riescono ad aiutarla; davanti allo scandalo di una simile perdita, ricominciare a vivere sembra un sacrilegio. Daria si barrica dietro i ricordi: quando non riusciva ad avere bambini e ne voleva uno a ogni costo, quando finalmente ha adottato Giada e il mondo «si è aggiustato», quando credeva di essere una mamma perfetta e che l’amore curasse ogni ferita.

Con il calore avvolgente di una melodia, Michela Marzano dà voce a una madre e al suo struggente de profundis. Scavando nella verità delle relazioni umane, parla di tutti noi. Del nostro desiderio di essere accolti e capiti, della paura di essere abbandonati, del nostro ostinato bisogno di amore, perché «senza amore si è morti, prima ancora di morire»

Michela Marzano sfoggia nuovamente il suo stile molto diretto, fatto di pensieri immediati che catturano il lettore e lo catapultano fra le pagine del libro. Utilizza ancora salti tra presente e passato, che rendono bene il tentativo, suppongo, di dare un unico filo conduttore all’esistenza. Con questi salti temporali riesce infatti a collegare eventi passati con comportamenti ed atteggiamenti presenti. O viceversa. Tutto questo rende i ricordi ancora parte integrante del nostro vivere quotidiano.

Gli eventi partono dal giorno del suicidio di Giada e proseguono poi nei ricordi degli anni passati. Daria dovrà affrontare un dolore che lascia senza fiato, senza forze, senza voglia di vivere. Un dolore che lascia senso di colpa e  tante domande. Tante. Ma si rialzerà. Lo farà per Giacomo, suo figlio, e per Andrea, suo marito. Ci riuscirà solo arrivando a toccare dei problemi che non aveva mai visto o mai affrontato e troverà la forza per superare tutto.

Ritroverà una nuova Daria che non credeva di poter essere.

 

Credo fermamente che aver letto questo libro da madre, mi abbia immerso fra le pagine con occhi diversi.

Si, perché si può immaginare il lutto di una madre che perde un figlio pur non essendo ancora genitore, ma solo quando lo si è… si può davvero comprendere cosa leghi una madre ad un figlio.

Leggere questo romanzo mi ha veramente toccato e rattristato il cuore… come se Giada fosse stata mia figlia. La potevo vedere la sediolina rossa… la potevo quasi toccare. Come potevo toccare la bambola di pezza…  e come potevo sentire la vocina della piccola Giada quando, curiosa, faceva mille domande.

 

Per chi ama interrogarsi su tematiche profonde, Michela Marzano è la scrittrice, nonché filosofa, che fa per voi.

Vi lascio il link diretto per l’acquisto su Amazon: L’AMORE CHE MI RESTA – Michela Marzano

 

Buona settimana a tutti!

Barbara

 

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