Il bambino che imparò a colorare il buio

letture con barbara nicholas sparks

Puntuali con il nostro incontro del lunedì, oggi parleremo di un tema che credo sia ricorrente nei pensieri di tutti noi: la felicità. Cos’è? Si può raggiungere davvero? E come?

Nicholas Sparks, scrittore di fama internazionale, e Billy Mills, oratore vissuto in una riserva indiana del South Dakota, ce ne parlano in questo libro: IL BAMBINO CHE IMPARO' A COLORARE IL BUIO LETTURE CON BARBARA

Il buio è calato sulla vita di David dopo la morte della madre e dell’amata sorella. Il bambino, sopraffatto dal dolore, sembra aver smarrito per sempre la via che porta alla felicità. Eppure, nella sua disperazione, avverte la sensazione di avere la ragazza al proprio fianco. Vuole allora provare ancora una volta ad assaporare le cose belle della propria vita e solo una persona può dargli una mano: suo padre. David lo considera un individuo molto speciale che rispetta se stesso e tutte le creature viventi, dotato di una forza magica, silenziosa: l’accettazione di sé. David ha deciso di assomigliargli. L’uomo, per aiutarlo gli offre un dono: un logoro drappo con 7 raffigurazioni che coniugano il sapere tradizionale ad antiche credenze degli Indiani.

 

Nicholas Sparks ha un timbro tutto suo, o lo si ama oppure… non troppo. Non lo si “odia”, questo no, ma potrebbe non piacere il suo modo molto marcato di descrivere ogni cosa.

Io faccio parte della seconda categoria… cioè non lo amo. Ci ho provato con un paio di suoi libri: LE PAGINE DELLA NOSTRA VITA e LA SCELTA, ma devo dire che ho faticato non poco a portare a termine la lettura. Troppi ghirigori che mi infastidivano.

Ho voluto dargli un’altra chance con questo racconto che dal titolo e dalla trama mi attirava.

David, dopo aver ricevuto in dono dal padre il drappo, decide di intraprendere un viaggio per capirne il significato e ritrovare la tanto desiderata felicità. Incontrerà un uomo, anzi l’Uomo, un saggio indiano, che lo guiderà in questo percorso, attraversando diverse tappe fino ad arrivare alla comprensione totale del significato della felicità e dell’atteggiamento per farla propria in ogni momento della vita.

Un libro che potrei suddividere in due parti… la prima parte è quella che, a mio parere, il lettore potrebbe sentire più lontano da sé, nonostante il contenuto rispecchi molto la realtà e la quotidianità. L’incontro con l’Uomo infatti provoca in David delle reazioni “mistiche” assolutamente irreali e, personalmente, mi ha lasciata molto perplessa. Del tipo: “Sì, vabbhè… che esagerato!”

La seconda parte invece è quella che ho visto piena di consigli. Consigli che ciascuno di noi potrebbe far propri per raggiungere una maggiore serenità. Vengono elencate 10 verità che, se lette quotidianamente, ci permettono di sentirci felici e grati della nostra vita. Non sono assurdità, assolutamente, anzi. Sono verità che la nostra ragione già conosce, ma che difficilmente poi mettiamo in pratica, sopraffatti dai problemi, dalla fretta, dai sentimenti negativi che non lasciano spazio per l’amore verso se stessi e la natura.

Fra queste verità troveremo:

APPREZZARE I DONI CHE LA VITA MI HA DATO

STABILIRE OBIETTIVI NUOVI E INTERESSANTI

IMPARARE A VIVERE CON SE STESSI ED AD AMARSI

IMPARARE A TENER CONTO DEL PUNTO DI VISTA ALTRUI

E via dicendo. Per ciascun punto viene largamente spiegato l’atteggiamento stesso, non lasciando alcuno spazio per la negatività.

Viene raccontata inoltre l’importanza della meditazione e della cura fisica del proprio corpo, perché anche la salute fisica porta indubbiamente giovamento alla salute emotiva e mentale.

Tirando le somme, la storia lascia un po’ a desiderare, ma può essere vista come una vera e propria guida per chi la felicità non sa come e dove trovarla. Decisamente potrebbe trovarvi le risposte, purché sia disposto a prendersi un periodo mediamente lungo di lavoro su se stesso. Ma questo è un altro discorso, che meriterebbe una parentesi mooooolto ampia.

In conclusione, ahimè non posso affermare che sia un libro che rileggerei. Non mi è dispiaciuto, questo no, ma quando mi trovo a dover saltare interi paragrafi perché mi sto annoiando, allora non posso pensare che sia un libro che fa per me. Bella l’idea del viaggio, bella l’idea di cadenzare il viaggio in tematiche e utilissimo spunto per ogni lettore. Ma… non c’è niente da fare. Lo stile di Nicholas Sparks proprio non riesco a digerirlo. E’ più forte di me.

Lascio ad altri le sue pagine. Sicuramente potranno apprezzarle meglio di me. Al terzo tentativo butto definitivamente la spugna.

Vi lascio il link per l’acquisto su Amazon: IL BAMBINO CHE IMPARO’ A COLORARE IL BUIO

 

Buon lunedì!

Barbara

 

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