Come un dolce natalizio può trasformarsi in un gioco per i nostri bambini

Ok, forse il titolo è fuorviante…

Non si tratta di una delle solite ricette che potete proporre ai vostri bimbi come gioco ma… qualcosa di completamente “insolito” e che non si era mai visto prima.

 

Ma prima di proseguire con il mio racconto, vi devo fare un paio di premesse:

  1. Non sono Francesca 🙂 Ebbene sì! Oggi in questa rubrica a parlare sono io, Niki, e il perché lo scoprirete a breve
  2. Vi fermo subito se un altro pensiero vi è balenato in testa: NON sono mamma e NON sto per diventarlo!

 

Francesca mi ha ospitato nella sua rubrica perché la mia mamma ha organizzato una cosa per dei bambini che ho pensato di raccontarvi, dato che l’ho vissuta in prima persona e che mi è piaciuta parecchio.

Pronte?

 

Torniamo indietro a pochi giorni fa.

Per chi non lo sapesse, sono di Vescovato, un piccolo paesino in provincia di Cremona dove la tradizione narra sia nato il torrone.

Mia mamma e le sue sorelle (e mio nonno e il mio bisnonno prima di loro) possiedono un laboratorio interamente artigianale dove si produce il torrone ancora come lo si faceva una volta, seguendo l’antica ricetta tramandata di padre in figlio… fino ai giorni nostri.

Se vi interessa scoprire di più sul loro laboratorio artigianale, vi rimando ad un articolo che ho scritto qualche tempo fa in merito, in modo che possiate darvi un’idea della lavorazione e della tradizione che aleggia intorno a questo dolce tipicamente natalizio.

Ecco il link all’articolo http://ddidonna.com/2017/12/01/torrone-tra-dolcezza-e-tradizione/ 

 

Bene, fatte le doverose premesse… vi racconto cosa è stato organizzato per i più piccini all’interno del laboratorio delle Sorelle Rivoltini.

 

In occasione dell’inizio della Festa del Torrone, evento tipicamente cremonese e che richiama turisti e golosi da ogni dove, mia mamma e le sue sorelle hanno deciso che all’interno del laboratorio era ora di creare un evento che non richiamasse i soliti gruppi che vengono a far visita… avevano in mente qualcosa di più…

Scritto da Vittorio Venturini, illustrato da Chiara Fedele. Editore Matti da Rilegare

Ed è così che decidono di contattare Vittorio Venturini, scrittore del libro “Bianca e Francesco” che narra la storia della nascita del torrone per i più piccini.

Quindi non il solito libro per adulti, pieno di dettagli e ricco di aneddoti storici, ma un libro-gioco, una fiaba che è in grado di incantare i bambini e renderli parte integrante della storia che andranno a leggere.

Ma c’è di più: legati ai libri che questi ragazzi realizzano, vengono studiati dei laboratori a tema per far riscoprire alle future generazioni il piacere della lettura e dell’ascolto di una fiaba, anche sottoforma di gioco.

[SCOPRI DI PIU’ SUI LORO LABORATORI CLICCANDO QUI]

Quindi, in collaborazione con Vittorio (lo scrittore), Matti da Rilegare (l’editore) e Anna Facchini, protagonista del laboratorio per bambini del libro “Bianca e Francesco”, ecco che come per magia il laboratorio artigianale delle Sorelle Rivoltini si popola di bambini e di personaggi di un tempo che fu…

C’era una volta…

 

Nei 2 pomeriggi in cui è stato proposta questa attività fuori dal comune, tante sono state le mamme che, con la scusa di passare un pomeriggio alternativo, in una dolcissima atmosfera di festa, hanno portato i loro piccoli dalle Sorelle.

Anna li ha accolti in costume d’epoca per coinvolgerli ancora di più nella storia che stava per raccontare.

I bambini sono stati da subito rapiti dalla lettura e stupiti dall’apertura a fisarmonica del libro stesso, dalle musiche e dalle canzoni a tema che Vittorio ha scritto e dedicato al nostro amato dolce.

 

E in più, i nostri piccoli ospiti si sono “sporcati le mani” creando i “torron-libri”, ovvero dei libri a forma di stecca di torrone!

 

Infine cosa poteva mancare se non una golosissima merenda a base di tutto quello che avevano imparato ed iniziato ad apprezzare e capire durante il pomeriggio in compagnia di Anna e Vittorio?

 

Beh, che altro aggiungere?

Io, pur non essendo più tanto bambina, sono stata rapita da una travolgente Anna e dalla musica soave che ha preso vita dalla chitarra di Vittorio… loro sì che sanno cosa significhi trasmettere un’emozione!

E forse è anche per questo che sono tanti amati dai bambini… anche quelli un po’ più cresciti come me!

 

Niki

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