TASTE OF ROME

E’ tornato, anche quest’anno  preciso e puntuale il TASTE OF ROME, un vero e proprio Festival della cucina che prende luogo nei giardini dell’Auditorium del Parco della Musica, quattro giorni in cui i migliori chef propongono il meglio della cucina gourmet e non solo, in cui si condivide la passione per la buona cucina, dagli antipasti ai primi piatti, passando per i secondi per terminare con un buon dessert, il tutto accompagnato da un calice, dove versare del buon vino. La kermesse non è diversa dagli altri anni, una volta acquistato il biglietto di ingresso, si ritira una card in cui caricare i sesterzi, la moneta virtuale con cui acquistare le prelibatezze nei vari stand, trasformati in veri ristoranti. A “condire” questo Festival inoltre, ci ha pensato la buona musica di RDS e un clima tipicamente estivo, permettendo ai bambini, di giocare nel parco allestito per loro.   Noi in versione formato famiglia, abbiamo visitato il Taste of Rome, domenica 23 settembre, l’ultimo giorno, dalla cartina avevamo gia’ individuato quali chef andare a visitare e quali piatti avremmo assaggiato. Diciamo che la prima tappa, però è stata guidata, più dalla fame di Dodo, che dalla curiosità di testare, la fame stava prendendo il sopravvento, cosi prima tappa da “Il Tino” dove abbiamo degustato la sua pasta e telline, per la gioia di Dodo, e degli agnolotti al tartufo, con gamberi rosa e melissa. Il primo piatto molto buono, ma onestamente scomodo da mangiare, le telline non erano sgusciate e non avevamo un piatto supplementare per deporre i gusci, sapete che rispetto molto il lavoro altrui, ma forse potevano presentare il piatto meglio. Discorso diverso per gli agnolotti, un piatto squisito, dove si riusciva a sentire tutto il gusto dei 3 ingredienti. Proprio accanto al ristorante di Fiumicino, abbiamo fatto un salto in oriente, precisamente da Finger’s, sapete bene la mia passione per il cibo orientale, cosi abbiamo provato un tris, piccoli onigiri e un takoyaki polpettine di pesce fritto che mi hanno tanto ricordato le mie amate isole hawaiane.   Da Fiumicino all’oriente, abbiamo letteralmente fatto il giro del mondo, ma grazie ai Maestri In Cucina Ferrarelle, abbiamo fatto un salto indietro nel tempo, mangiando la loro Pizza Cocktail 80’s, pizza molto tipica di quegli anni, grazie anche alla presenza dei gamberi. Altro salto orientale sempre da loro con il Kebab di agnello con yogurt e cumino, grazie a questa spezia, sembrava di essere in vacanza in qualche paese arabo, complice anche una bellissima e caldissima giornata autunnale romana.   Ultimo ma non per importanza i nostri amici del Bistrot 64, lo scorso anno furono proprio loro a vincere il premio come miglior piatto con i loro Spaghetti di patate burro e alici, riproposto anche quest’anno. Lo chef Kodaro Noda, ha portato un po’ del suo Giappone, in questo scorcio di Roma, proponendo lo Shabu Shabu di Hidagyu con orzato al parmigiano, il piatto si presenta con fettine di carne tagliare sottilissime, le quali si scioglievano in bocca e il retrogusto del parmigiano rendeva il piatto di un livello superiore. Sfizioso invece, il piatto Onigiri fritto alla Milanese, la base era infatti una crema allo zafferano, mentre l’interno dell’onigiri trovavamo il riso. E poi come non potevamo non rimangiare il vincitore dello scorso anno, era d’obbligo.    Dopo tutto questo mangiare, un dolce era necessario, cosi gelato per Dodo grazie ai gelati di SteccoLecco, mentre per noi “grandi” doppio dessert, prima da , dove potete trovare diversi tipi di tiramisù, al frutto della passione, al pistacchio, alla fragola fino al classico. La loro particolarità? in fondo si trova una cialda, prima di iniziare a degustare il dessert, bisogna romperla, in modo che l’interno si sciolga per tutta la porzione, per me che ho scelto il classico, ho potuto notare come il caffè iniziava il suo percorso verso la deliziosa crema. Di certo restando in tema dessert, non potevo di certo andar via senza la scorta di cannoli siciliani di Taibi, una pasticceria con sede ad Agrigento, nel vero cuore della Sicilia, dove oltre al dolce tipico, possiamo trovare anche la famosissima cassata. Una delizia per il mio palato.    Una domenica trascorsa all’insegna del buon cibo, buon vino e all’aria aperta, in cui anche i bambini sono stati protagonisti grazie all’area a loro dedicata, con laboratori e parco giochi, scivoli, altalene e tubi per giocare e poi cuscinoni per riposarsi, mentre mamma e papà degustano i piatti dei migliori chef. E’ sempre un piacere partecipare a queste manifestazioni, specialmente quando anche i bambini possono essere protagonisti e soprattutto quando sai che mangiano buon cibo, in cui dietro ogni ingrediente scelto c’è cura e passione, in cui nulla è di seconda scelta, ma solo il meglio per creare piatti grazie ai quali si intraprende un percorso gastronomico particolare e nuovo.  Come avrete potuto leggere domenica pur restando nella mia città, abbiamo comunque viaggiato grazie a capolavori che questi maestri creano per noi, assaggiando spezie arrivate da un paese lontano da noi, piatti tipici di paesi che ancora dobbiamo invece visitare e piatti in cui con la mente siamo tornati indietro nel mondo. Questo è il motivo per cui oggi ho voluto inserire l’articolo nella rubrica viaggi, perché domenica scorsa abbiamo intrapreso comunque un viaggio…  Se avete qualche domanda o curiosità contattateci tramite i nostri canali: e-mail: info.ddidonna@gmail.comFacebook: https://www.facebook.com/francyddidonna/Instagram: https://www.instagram.com/ddidonna_/  Alla prossima baci Francy 

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