COSA ASPETTARSI DOPO CHE SI ASPETTA: INTOLLERANZA ALIMENTARE!

Vignetta a cura di Stefania Gervasoni Il mondo di Hat

Vignetta di Stefania Gervasoni – Il mondo di Hat

 

 

 

E’ arrivato il nostro turno per la rubrica Cosa aspettarsi dopo che si aspetta, ideata dalla mia amica Isabella del blog Mamma Made in Italy, (cliccate nel link e troverete la prima puntata della serie) che ha voluto far vedere alle neo mamme come si affrontano in chiave ironica, piccoli problemi del post gravidanza! Pronte? 

 

Cosa aspettarsi dopo che si aspetta? In realtà io non credevo neanche di aspettare, credevo che il ritardo fosse dovuto ad un fuso orario troppo lungo (meno 11 ore rispetto all’Italia), anche l’avere perennemente sonno, credevo fosse legato al jet-lag, e invece no… Nel volo di rientro per l’Italia eravamo già in tre, solo che diciamo che Dodo ha viaggiato gratis!!!

Una gravidanza perfetta, mai una nausea, un po’ di fastidio alla carne, ma niente corse in bagno, niente gambe gonfie, nonostante sia nato a fine ottobre, insomma per me la gravidanza è stato il paese delle meraviglie, vivevo un vero stato di grazia. Questo mi ha permesso di continuare a fare la vita di sempre, viaggi compresi! 

Stesso discorso per il parto, tutto è filato liscio, attenzione ho scritto liscio, no senza dolori, quelli anche per me non si sono risparmiati, e poi eccolo 2900 kg per 51 cm, lungo e magrolino, con gli occhietti vispi sei nato tu. Ti sei subito attaccato al seno, e hai iniziato a mangiare come se per 9 mesi avessi fatto sempre quello… Penserete che anche il post sia andato cosi? 

 

ASSOLUTAMENTE NO!!!!

 

Iniziamo dal fatto che i medici hanno avuto la brillante idea di dimettermi il 31 ottobre, quell’anno il calendario proponeva un mega ponte grazie alla festa del 1 novembre, e sapete dove hanno trascorso i nostri familiari il ponte? A casa nostra….. 

Per 3 giorni non abbiamo fatto altro che avere gente che entrava e usciva da casa, con la scusa dei 5 minuti, giusto quelli per vedere il nuovo arrivato, ma non so perché da noi, cinque minuti erano un’eternità… ma siamo usciti anche dall’incubo ponte, festività e parenti! 

No parenti no, in realtà, di quelli non ce ne siamo liberati veramente!!!! Fortuna che c’era Dodo, che mangiava, ma non è che era molto convinto del dormire, ma le giornate passavano tra una passeggiata e una visita di un nonno, una nonna, una zia, la zia della zia, insomma la pasticceria sotto casa era l’unica felice della visita dei parenti. 

Dodo cresceva e continuava a nutrirsi con il mio latte, le poppate erano di suo gradimento e l’allattamento esclusivo per il momento bastava. Il momento è durato 4 mesi, quando non sono stata esonerata dai virus influenzali che giravano, una mega influenza intestinale si impossessò di me, non lasciandomi scampo, per giorni interi io e il cibo fummo due mondi separati, decidemmo con la pediatra che era il momento di dare la famosa aggiunta di latte artificiale. Un incubo si aprì davanti a me, non perché sono una mamma che crede che esista solo il latte materno, in quel momento dovevo nutrire il mio bambino e anche il latte più artificiale del mondo sarebbe andato bene, da quel momento scoprì che c’era qualcosa che non andava, che cio’ che vedevo in Dodo non erano le colichette, di cui tutti i bambini ne soffrono, i suoi erano veri e propri malesseri. Sempre su suggerimento della pediatra, cambiammo latte in polvere, tanto doveva essere solo un’aggiunta, dato che il mio non era del tutto nutriente, a causa di febbre e digiuni, ma niente stessi malesseri: pianti disperati, sudore e vomito, tre punti da cui non ne uscivo. 

Oltre lo stress della febbre che non scendeva, del mio malessere fisico, in tutto cio’ le mie orecchie hanno dovuto ascoltare discorsi e opinioni, mai chieste ci tengo a precisare, ma non so come mai, tutti e dico tutti, sono autorizzati a dire la loro, nonostante non abbiano esposta nessuna laurea in medicina, ne tantomeno specializzazioni in pediatria! 

Le mie povere orecchie hanno dovuto ascoltare frasi tipo: “ credo sia normale che il bambino stia male, il latte materno è la cosa più sana che ci sia, vuoi mettere con il latte in polvere?” oppure “il tuo latte è talmente buono che qualunque altro tipo di latte gli crea malessere” certo che non lo sapete che io ho prodotto per 6 mesi un latte miracoloso? L’ultima, ma non perché sia meno grave, “ormai va talmente di moda essere allergici o intolleranti, che voi mamme stesse vedete questi malesseri ovunque” E’ naturale che ogni mamma spera che il suo bambino ha qualcosa che non va, no??? Volete mettere il brivido, anzi la sudata che si prova a girare per allergologi pediatri nel mese di luglio, in cui Roma ha una temperatura costante di 35 gradi? Chi non vorrebbe provarlo? Siate oneste dai! 

 

Io non so se l’influenza che mi prese (durò quasi 15 giorni), fu un segno del destino o altro, io so solo che vedevo che il mio bambino non stava bene, mi ripresi con la forza che solo una mamma sa di avere, continuai con l’allattamento, inserendo qualche poppata in più, ma a quattro mesi inserì la frutta e a 5 iniziai lo svezzamento, con il terrore che il latte non bastasse più. Purtroppo era ancora troppo piccolo per fare dei test per vedere cosa fosse che non andava bene, dovetti aspettare i 9 mesi (luglio appunto) e i test diedero ragione a me, intolleranza al lattosio, ma particolare, perché si sa che noi le cose o le facciamo fatte bene o non le facciamo proprio. La sua non è una vera e propria intolleranza al lattosio, è una predisposizione, l’enzima c’è, ma diciamo che delle volte si dimentica di funzionare, si addormenta, almeno lui, dato che Dodo è sempre rimasto restio al dormire. 

Il proseguimento allo svezzamento è continuato in modo normale, per cui andavano bene i classici biscotti, o il formaggio nella minestrina, proprio per far allenare questo enzima, l’unica eccezione stava nel latte, che doveva essere di riso e nei latticini, rigorosamente senza lattosio.

 

ddidonnabambinieintolleranzalattosio

 Eccolo qui il nostro amato latte che ci ha fatto compagnia per circa un anno

 

Ora ha 6 anni, ancora mi sento rivolgere domande assurde tipo: “ma quando gli passa questa cosa?” Eh quando passa? Aspetta che vado a parlare con il suo enzima e poi ti dico… Vi risparmio le altre perché vi voglio bene!!! 

In ogni situazione c’è sempre il genio di turno, hanno sempre fiato per far uscire domande assurde, di cui la maggior parte delle volte anche fuori luogo. 

Concludo dicendo che non ho mai prodotto latte materno particolare, ma giuro che era uguale al vostro, con gli stessi valori nutrizionali e che bisogna ascoltarsi quando vediamo che nel nostro bambino c’è qualcosa che non ci convince. 

 

Oltre a lasciarvi il link della puntata precedente: 

https://mamamadeinitaly.com/quando-inizia-a-camminare/

 

Vi lascio la puntata di Chiara Ciemme, la quale anche lei è stata vittima di domande assurde, ma ne è uscita tranquille: 

https://pianoterralatoparco.com/2018/07/dieci-cose-idiote-che-mi-hanno-detto-da-mamma.html?cn-reloaded=1

 

Mentre se siete in fase spannolinamento non potete perdervi il post di Giordana:

https://hashtagmamme.it/2018/07/12/spannolinamento-difficile-cosa-aspettarsi-dopo-che-si-aspetta/

 

 Un bacio 

 

Francy 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.